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Specialita e servizi

Chirurgia della Mano - Centro fisioterapico​ - Specialità e Servizi

L'attività clinica svolta dall'Unità Operativa Complessa di Chirurgia della Mano si distribuisce nelle diverse sedi del Gruppo Multimedica.

Gli specialisti dell'équipe, chirurghi plastici e chirurghi ortopedici, sono in grado di gestire a 360° le patologie della mano dell'adulto e del bambino siano esse di carattere degenerativo, malformativo e traumatico, in regime di elezione o di urgenza.

E' attivo un servizio di Pronto Soccorso presso la sede di Milano e Sesto San Giovanni in grado di assorbire e gestire tutte le urgenze microchirugiche e ortopediche che coinvolgono la mano.

  • Malformazioni congenite della mano e dell'arto superiore - Responsabile Prof. G. Pajardi

    La mano, morfologicamente completa e correttamente funzionante, rappresenta nell’uomo, sin dalla nascita, un elemento indispensabile per la vita. Essa permette grazie alla funzione di pinza e di presa, supportata dalla presenza di un pollice opponibile, la manipolazione di oggetti e il loro utilizzo, l’esplorazione del mondo circostante e l’apprendimento.

    Le malformazioni della mano, di cui risulta affetto in media 1 bimbo su 1500 nati, sono molteplici e di differente gravità.

    Fra le più comuni alcuni esempi sono l’unione di due o più dita (sindattilia), la presenza di dita  soprannumerarie (polidattilia), l’assenza di una o più dita (agenesia), la deformazione in posizione piegata delle dita (camptodattilia), la deviazione laterale delle dita (clinodattilia), la presenza di dita più corte del normale (brachidattilia). Altre condizioni malformative sono riscontrate in quadri sindromici, dove il problema delle mani è associato ad anomalie diffuse sui quattro arti o localizzate nel distretto cranio-faciale od in organi profondi (rene, cuore, sistema circolatorio). Alcune tra le più note sindromi malformative sono l’artrogriposi e la sindrome di Apert. A queste condizioni cliniche patologiche fa seguito un’importante deficit funzionale che influirà poi sullo sviluppo psicofisico del bambino, sul suo  comportamento e sulla sua vita di relazione.  E’ quindi necessario fare diagnosi alla nascita ed intervenire sulla patologia malformativa il più precocemente possibile; è infatti dai 10 ai 18 mesi che il cervello prende conoscenza delle funzioni della mano ed impara ad utilizzarla, adattando gli schemi mentali al suo sviluppo morfologico e funzionale. La cura delle malformazioni prevede spesso uno o più momenti chirurgici per donare al Piccolo una mano utile, ciascuno di essi associato a un trattamento riabilitativo, spesso accompagnato dell’utilizzo di tutori con funzione preventiva, correttiva o funzionale. L’atto chirurgico, pur fondamentale in termini anatomici e ricostruttivi, è soltanto una tappa del lungo cammino terapeutico. La fisioterapia, sotto la guida di un terapista della mano pediatrico, sarà fondamentale per insegnare al Bambino ad utilizzare la “nuova” mano.

    Nel caso di una malformazione congenita, la Famiglia che accoglie il neonato si trova a fronteggiare una situazione inaspettata e dolorosa, trovandosi a dover decidere il da farsi: affidarsi ad un’équipe, scegliere se procedere chirurgicamente (talvolta anche con più interventi chirurgici), seguire il protocollo di fisioterapia indicato. Tutti compiti impegnativi sul piano sia emotivo sia fisico.  Quando è un trauma invece a interessare il piccolo Paziente il desiderio  dei Genitori è sempre quello di riportare la situazione a com’era prima dell’evento traumatico. Tuttavia, non sempre questo è possibile. Per il Paziente e per la sua Famiglia si presenta, allora, il difficile compito di accettare una nuova situazione che, talvolta, ha ripercussioni sulla crescita, sullo sviluppo dell’ autonomia, della vita sociale ed affettiva. Diventa allora importante uno spazio professionale in cui i Genitori vedano accolte le emozioni che sperimentano in relazione al bambino, alla mano malformata o traumatizzata e alle prospettive proposte dall’équipe curante; per questo una consulenza psicologica si rivolge ai piccoli Pazienti interessati da una patologia della mano, sia essa congenita che acquisita.

  • Microchirurgia d’Urgenza - Responsabile Dott G. Berto

    Testo in arrivo

  • Microchirurgia ricostruttiva - Responsabile Dott. P. Cortese

    La mano è una delle parti del corpo che più spesso è vittima di traumi.Amputazioni, sguantamenti, ustioni e altri traumi possono potenzialmente comprometterne in maniera definitiva l'utilizzo.

    Una corretta gestione in urgenza, nel post-operatorio e nel trattamento degli esiti consente di limitare i danni e di restituire una mano funzionale ed esteticamente accettabile.

    Negli ultimi 30 anni la Microchirurgia ha compiuto notevoli passi avanti per offrire soluzioni ricostruttive sempre più avanzate per l'arto superiore: dal trasferimento microchirurgico di porzioni di tessuto cutaneo, alla ricostruzione del pollice con porzioni di alluce, alla ricostruzione delle dita della mano con le dita del piede o loro parti. Si tratta di procedura ad alta specializzazione e che richiedono un ambiente protetto per la loro realizzazione ma che consentono di ottenere risultati sino a pochi anni fa incredibili.

  • Traumatologia e patologia del polso - Responsabile Dott A. Ghezzi

    Testo in arrivo

  • Neuroortopedia e chirurgia funzionale della spasticita' - Responsabile Dott P.Zerbinati

    Nell’Unità Operativa di Chirurgia della Mano, nella sede di Castellanza, lavora il Servizio di Neuro-ortopedia di cui è responsabile il dott. Paolo Zerbinati.

    La creazione di detto servizio è nata dall’esigenza di riunire nella stessa struttura il lavoro e l’esperienza di chirurghi della mano, ortopedici, fisiatri e fisioterapisti specializzati nel trattamento dei pazienti con disabilità motorie conseguenti a lesioni del sistema nervoso.

    L’’aumentata incidenza degli episodi di ictus cerebrale e degli incidenti stradali hanno determinato un numero crescente di pazienti affetti da deformità agli arti secondaria alla lesione del sistema nervoso centrale.

    La lesione diretta da ischemia o indiretta da ematoma, attraverso il danno del motoneurone superiore, creano le basi per l’instaurarsi del quadro tristemente noto di emiparesi o del più drammatico caso di paraparesi o tetraparesi spastica.

    I soggetti affetti da una delle sopracitate affezioni presentano dei gravi problemi legati all’instaurarsi di deformità sia immediate che tardive che creano grosse problematiche nella attività quotidiana e nella gestione quotidiana del paziente. 

    La chirurgia neuro-ortopedica attraverso interventi chirurgici di tenotomie, allungamenti o transfer tendinei, mira a risolvere le contratture o le deformità spastiche degli arti superiori ed inferiori per migliorare la funzionalità dell’arto interessato o per ridurre le deformità.

    Il Servizio di Neuro-ortopedia si occupa pertanto sia del trattamento chirurgico di suddetti pazienti, sia del trattamento riabilitativo nella Unità di Riabilitazione Neuromotoria della stessa Clinica di cui è responsabile il dott. Michele Bertoni. Il servizio di Neuro-ortopedia collabora con i diversi centri di riabilitazione o Unità spinali del Nord e Centro Italia attraverso la creazione di ambulatori specialistici di Spasticità.

  • Riabilitazione Centro Fisioterapico - Responsabile Dott M. Ramella

    Riabilitazione Centro Fisioterapico

    La Riabilitazione della Mano è l’arte e la scienza della riabilitazione dell’arto superiore .E’ diventata una specializzazione per il Fisioterapista (FT) ed il Terapista Occupazionale (TO) nella teoria e nella pratica, che abbina un’ampia conoscenza sia dell’anatomia e fisiologia dell’arto superiore che degli argomenti concettuali inerenti alla riabilitazione.L’evoluzione delle tecniche chirurgiche rende possibile un maggior recupero funzionale dell’arto superiore leso ed il loro trattamento richiede un approccio supportato da conoscenza ed abilità specifiche.

    La Riabilitazione della Mano si è sviluppata come risposta a gravi problematiche, patologie e lesioni dell’arto superiore.La specializzazione in Riabilitazione della Mano si è sviluppata partendo da due professioni: il Fisioterapista (FT) ed il terapista Occupazionale (TO).

    La riabilitazione interdisciplinare ha sostituito i confini tradizionali tra le due professioni ed il team in cui lavorano il Fisioterapista (FT) ed il terapista Occupazionale (TO) ed altri membri dell’equipe riabilitativa rappresenta l’approccio d’elezione per trattare in modo efficiente ed efficace i complessi argomenti della Riabilitazione della mano.

    I Terapisti della mano sono Terapisti Occupazionali o Fisioterapisti qualificati che, attraverso una formazione continua ed avanzata, esperienza clinica e studi indipendenti hanno raggiunto competenza nel trattamento delle patologie dell’arto superiore derivanti da traumi, malattie o deformità sia congenite che acquisite.

    Lo scopo di un Terapista della Mano è di promuovere il recupero, il mantenimento della funzionalità e la prevenzione delle disfunzioni per gli individui con disabilità all’arto superiore.

    La mano è un organo complesso, delicato e come tale il trattamento di patologie che la colpiscono deve essere specialistico e mirato. Ogni volta che qualcosa come un trauma, un’immobilizzazione o una patologia altera il suo preciso equilibrio risponde con reazioni particolari che la differenziano da qualsiasi altro distretto corporeo.

    La riabilitazione della mano, prevede un approccio "globale". Partendo dal presupposto che mezz'ora di fisioterapia quotidiana, seguita da ventitre ore e mezza di immobilità o movimenti scorretti non riesce ad ottimizzare i risultati. Il compito del terapista è quello di istruire il paziente sulle modalità di esecuzione degli esercizi riabilitativi. Da questo presupposto nasce l'approccio didattico della riabilitazione: il paziente è trattato regolarmente ed apprende il protocollo necessario affinché possa riabilitarsi anche nelle ore in cui non è in ospedale. Altro cardine della riabilitazione è la precocità. Tale precocità si manifesta con l'inizio della fisioterapia (quando il tipo di patologia lo permette) in seconda giornata o con il cosiddetto "splinting intrachirurgico": si tratta di confezionare l'ortesi direttamente in sala operatoria, o, in ogni modo, poche ore dopo l'intervento. Fondamentale è il monitoraggio costante del paziente. Attraverso i controlli congiunti con il terapista ed il chirurgo, il paziente è valutato periodicamente per chiarire dubbi o per decidere eventuali modifiche al protocollo. Lo splinting, tecnica riabilitativa che deve essere ulteriore strumento a disposizione del terapista, non va a sostituirsi alle tecniche classiche ma ne è naturale compendio.

  • Psicologia - Responsabile Prof D. Pajardi

    Il Servizio di Psicologia nasce dalla necessità di dare spazio ai bisogni di ordine psicologico dei nostri piccoli pazienti e dei loro familiari. La mano è un distretto centrale all’interno della vita di ciascun individuo per le valenze funzionali, estetiche e relazionali.  

     La nascita di un bambino con una malformazione congenita rappresenta una fonte di sofferenza per il genitore, che talvolta non sa come affrontare la situazione del figlio, sperimentando vissuti di solitudine, rabbia e tristezza. In questa prima fase lo psicologo si rivolge prevalentemente al genitore che si confronta con la malformazione del figlio e con l’impatto che questa ha all’interno dei differenti sistemi di riferimento, siano essi quello famigliare, di coppia o sociale.

    Lo psicologo incontra il bambino e chi lo accompagna in occasione della prima visita con il chirurgo e resta a disposizione della famiglia per tutto la durata del protocollo terapeutico. Le diverse fasi del protocollo, sul piano psicologico, vedono emergere criticità differenti in relazione alla chirurgia, alla riabilitazione ma anche a fronte di diverse fasi del ciclo di vita. 

    L’incontro con il chirurgo rappresenta un momento importante per i genitori che possono prendere contatto con quanto è possibile fare per affrontare il problema del bambino. Tuttavia è anche un momento che per alcuni genitori rappresenta la presa di contatto con la realtà, che non sempre risponde a quanto immaginato o sperato, inoltre il genitore affronta il difficile compito di decidere per il proprio figlio.

    Man mano che il bambino cresce si presenta la necessità di coinvolgerlo in modo differente, talvolta proponendo una spazio di confronto adeguato alle risorse emotive e cognitive del piccolo paziente.

    Il servizio di psicologia nasce quindi dalla consapevolezza dell’importanza che la mano riveste all’interno della vita dell’individuo. La reazione dei genitori non può quindi restare sul piano dei vissuti e delle emozioni, ma deve consentire la mobilitazione di risorse atte a cercare e perseguire una soluzione  utile a migliorare la situazione del bambino. 

  • Neurofisiologia - Responsabile Dott E.Bianchi

    Elettromiografia – Elettroneurografia

    L’ Elettromiografia è un esame clinico-strumentale per la diagnosi delle malattie neuromuscolari.

    Viene condotto da un medico di area specialistica con competenze anatomiche, fisiologiche e cliniche del sistema neuromuscolare, ed esperto di strumentazioni e tecniche elettroniche.

    Indicazioni:

    Tale esame è di normale utilizzo diagnostico per le seguenti patologie:

    - Sindromi compressive nervose  come la Sindrome del Tunnel Carpale, la Sindrome del canale di Guyon , la sofferenza del nervo Ulnare al gomito , la Sindrome del nervo Interosseo posteriore e del nervo Interosseo anteriore. La compressione del nervo Peroneo al capitello della fibula o la Sindrome del Tunnel Tarsale.

    Lombosciatalgie e cervicobrachialgie su base artrosica , discale e post traumatica ( “colpo di frusta”) in cui può verificarsi una lesione delle radici nervose all’ emergenza dalla colonna vertebrale.

    Lesioni traumatiche dei tronchi nervosi  (lesioni del plesso brachiale, lesioni da ferite lacero- contuse, da lussazioni articolari, da fratture ossee, etc)

    Le neuropatie periferiche come quelle causate dalla esposizione a sostanze tossiche (agenti chimici, solventi, vernici, etc) o medicamentose (farmaci chemioterapici), dall’alcolismo, malattie internistiche ( diabete, malattie autoimmuni, insufficienza renale, etc) , da agenti infettivi ( epatite C, HIV, poliomielite) ed forme ereditarie

    Malattie muscolari (miopatie ereditarie ed acquisite) e Patologie della Placca Neuromuscolare (miastenia)

    Malattie neurodegenerative del Sistema Nervoso Periferico ( per es la Sclerosi Laterale Amiotrofica)

    Disfunzioni urogenitali

    In cosa consiste:

    L’esame comprende una combinazione di tecniche diverse ( elettroneurografia ed elettromiografia propriamente detta) che vengono applicate in conformità a protocolli diversi in relazione al sospetto diagnostico ed alle strutture da valutare:

    - L’elettroneurografia : è una valutazione non invasiva della funzionalità delle fibre nervose motorie e sensitive, mediante degli stimoli elettrici somministrati lungo il decorso dei nervi e la registrazione delle risposte mediante elettrodi di superficie applicati sulla cute.

    L’elettroneurografia: è una valutazione dell’attività elettrica generata dai muscoli, sia  a riposo sia durante la contrazione volontaria, mediante l’utilizzo di aghi monouso.

    L’ esame dura in genere dai 20 ai 30 minuti e può variare come numero di nervi e/o muscoli valutati per giungere ad una corretta diagnosi.

    Non necessita alcuna preparazione da parte del paziente ( L’unico accorgimento evitare di mettere creme o olii sugli arti da esaminare).

    L’esame è privo di effetti collaterali, ad eccezione di una temporanea e transitoria sensazione di fastidio allo stimolo elettrico e all’ uso dell’ ago elettrodo.

    In caso di una lesione recente è consigliabile aspettare almeno 20 giorni dall’esordio per permettere una diagnosi corretta.

    L’esame comprende una combinazione di tecniche diverse ( elettromiografia propriamente detta, elettroneurografia) che vengono applicate in conformità a protocolli diversi in relazione al sospetto diagnostico ed alle strutture da valutare.