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Mai più bisturi per la malattia di Dupuytren

 

L'enzima che cura la mano -  Morbo di Dupuytren

 
 
Mai più bisturi per il Morbo di Dupuytren. Oggi per ritrovare la funzionalità della mano basta un’iniezione.

Siamo a una svolta nella cura della malattia di Morbo Dupuytren: l’iniezione di uno specifico enzima sostituisce la chirurgia, con tempi di recupero e costi decisamente ridotti. Ne parliamo con Giorgio Pajardi, Direttore della UOC di Chirurgia della Mano dell’Ospedale San Giuseppe di Milano,  Scuola di Specializzazione di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell’Università degli Studi di Milano.

Come si manifesta il morbo di Dupuytren?
In persone geneticamente predisposte si crea progressivamente una retrazione di quella membrana – l’aponevrosi – situata sotto la cute e il cui ruolo è di proteggere il palmo della mano. A poco a poco le cellule si retraggono e in questa lenta trasformazione non provocano dolore ma creano una limitazione funzionale. Il trattamento classico, estremamente efficace, è di operare il paziente asportando l’aponevrosi in modo da distendere il palmo e riottenere l’apertura della mano.

In che cosa consiste il nuovo trattamento?
La novità è l’utilizzo di un farmaco a base di un enzima che, per spiegare in modo semplice, è una sostanza in grado di scioglierne un’altra. Il farmaco (Collagenase clostridium histolycum) viene iniettato all’interno della membrana e a distanza di 24 ore dall’iniezione si procede ad una vera e propria manipolazione della mano che porta alla distensione del palmo. Il terzo giorno inizia la fisioterapia.

Quindi l’utilizzo di questo enzima cambia completamente l’approccio terapeutico?
Certo, lo cambia eccome! Perché invece di asportare la membrana, la sciolgo; non uso bisturi, non taglio e non devo ricucire. Invece di avere, a seconda della gravità, dai 2 ai 4 mesi di riabilitazione, con questo trattamento il recupero per il paziente dura mediamente da una settimana a dieci giorni.

Ma come chirurgo all’inizio non era scettico?
Beh, devo confessare che all’inizio io e i miei colleghi eravamo molto scettici, perché se togli a un chirurgo il bisturi gli togli il pane di bocca. Ma la serietà della Società Italiana di Chirurgia della Mano – di cui sono past President - sta proprio in questo, nell’aver voluto capire e sperimentare una terapia che non utilizza il bisturi. Così abbiamo stilato un protocollo e in quattro anni di sperimentazione in diversi centri italiani abbiamo verificato efficacia e sicurezza di questo nuovo trattamento che ha ricevuto il via libera dagli enti regolatori nazionali e internazionali, come Aifa, Ema e Food and Drug Administration. 

Il trattamento è rimborsato dal SSN?
Sì, e per il Servizio Sanitario Nazionale l’utilizzo del nuovo trattamento con l’enzima porterà a un risparmio del 30% rispetto al ricorso alla chirurgia. Al momento le Regioni si stanno attrezzando per recepire le direttive dell’Aifa. La Regione Lombardia, in gennaio, è stata tra le prime in Italia a fare il decreto e a legiferare per l’impiego del farmaco in regime di DRG, e noi all’Ospedale San Giuseppe i primi a offrire il trattamento ai pazienti. Attenzione: il fatto che si tratti di una ‘semplice iniezione’ non deve banalizzare la terapia. Il farmaco, e lo sottolineo, può essere utilizzato dai chirurghi solo e unicamente in specifici centri autorizzati dalla propria Regione.

http://www.ok-salute.it/diagnosi-cure/lenzima-cura-mano