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La mano dell'adulto

  • Le patologie
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Cisti dei tendini estensori

In cosa consiste: 
è una neoformazione rotondeggiante, di varie dimensioni, solitamente piccola con diametro inferiore a 1 cm, di consistenza duro-elastica che compare sul dorso della mano. Può originare dalla superficie del tendine estensore o all'interno del tendine stesso. La malattia è presente in età adulta, senza distinzione di sesso o età. E’ caratterizzata dal fatto che si muove quando il tendine scorre alla flessione o all’estensione del dito. Può provocare sensazione di disturbo o dolore, soprattutto alla digitopressione. La neoformazione è apprezzabile palpatoriamente e molto spesso visibile. Si consiglia di eseguire un’ecografia per la conferma della diagnosi. 

Trattamento: 
L’intervento chirurgico è raccomandato e viene eseguito in anestesia locale e in regime ambulatoriale o di day-surgery. La cisti viene asportata assieme alla guaina che riveste il tendine. Dopo l’intervento è consentita l’immediata ripresa del movimento delle dita limitando l’attività lavorativa pesante per almeno una decina di giorni. 

 

Cisti della puleggia

In cosa consiste: 
è costituita da una neoformazione di minime dimensioni (meno di mezzo centimetro) che compare solitamente alla base di un dito, al passaggio con il palmo della mano. Solitamente mobile sotto la cute ma fissa sui piani profondi tanto che non si muove con il movimento del dito. Spesso la diagnosi è casuale anche se a volte il paziente se ne accorge a causa della comparsa di dolori durante la presa di oggetti o perche può aumentare progressivamente di volume fino a diventare visibile sottocute. 

Trattamento: 
Il trattamento, in caso di assenza di dolore e di dimensioni ridotte, può essere di attesa e semplice monitorizzazione. Quando le dimensioni e i sintomi lo giustificano, viene eseguita asportazione chirurgica in anestesia locale ed in regime di day-hospital mediante una mini-incisione in corrispondenza della cisti che viene rimossa insieme ad una piccola porzione di puleggia. Il paziente può usare da subito la mano evitando carichi eccessivi. 

 

Cisti ed igromi del polso

In cosa consiste: 
la cisti è una tumefazione di natura non tumorale ripiena di liquido sinoviale. Questo liquido è un lubrificante che si trova all'interno delle articolazioni e nelle guaine dei tendini. Le cisti sono un disturbo estremamente comune. Nella maggior parte dei casi compaiono sul dorso del polso, meno frequentemente sul versante palmare o alla base del pollice, a volte a seguito di traumi o cadute, altre volte senza una causa apparente. I paziente molto spesso riferiscono dolore che compare dopo uno sforzo. Le dimensioni variano nel tempo e talvolta, si riducono fino alla transitoria scomparsa della cisti. Per la diagnosi è sufficiente la visita dello specialista, anche se in certi casi può essere utile un esame ecografico.

Trattamento: 

se la cisti non provoca dolore o non limita il movimento, è sufficiente controllare che non aumenti di volume. Se i sintomi sono frequenti o intensi, è necessario asportare chirurgicamente la cisti. L'intervento, che dura circa 15 minuti, viene effettuato in Day Hospital con l'anestesia del solo arto superiore. E’ possibile eseguire tale procedura anche in artroscopia eseguendo solo due piccolissime incisioni vicine alla cisti. Nonostante l'intervento sia il metodo più affidabile di trattamento, la ricomparsa della tumefazione è comunque possibile, anche se rara. 

 

Cisti mucoide

In cosa consiste: 
è una piccola cisti che compare alla base falange distale delle dita a livello della articolazione interfalangea distale, sul dorso del dito stesso e si sviluppa lateralmente al tendine estensore. Molte volte si associa alla comparsa sull'unghia con un quadro di distrofia ungueale causato dall’impronta della cisti che comprime la matrice ed il letto ungueale. Può essere molto dolente. Essa può formarsi sia in maniera isolata o associata a deformazioni artrosiche, i cosiddetti noduli di Heberden. 

Trattamento: 
Il trattamento consiste nell'asportazione chirurgica e viene effettuato in anestesia locale ed in regime di day-hospital. Si ricorda che in caso di presenza di artrosi sottostante, la cisti si potrebbe ripresentare. Dopo l’intervento la mobilizzazione è immediata. 

 

Dito a martello

In cosa consiste: 
Il dito a martello è una lesione del tendine estensore delle dita e porta ad una improvvisa flessione della falange distale (apice del dito) che puo rimanere rimane più o meno piegata. Molto spesso questa lesione avviene durante semplici attività quotidiane come rimboccare le coperte, o sollevare le calze, o urtare accidentalmente l’apice del dito contro un mobile, con movimenti apparentemente cosi banali che il paziente si rende conto della lesione a volte a distanza di tempo, altre volte invece è dovuta a trauma importanti durante attività sportive. La lesione può dipendere o da un distacco del tendine dalla sua inserzione all’osso o da una frattura della parte dell’osso dove questo tendine si inserisce. La diagnosi viene fatta clinicamente (è sufficiente una visita), anche se si consiglia sempre di eseguire una radiografia per escludere la presenza della frattura. 

Trattamento: 
Se la radiografia esclude fratture e la lesione è relativamente recente si può optare per il trattamento con un tutore digitale che mantenga il dito in estensione per circa sei settimane. Se la lesione è di vecchia data o la radiografia ha mostrato la presenza di una frattura in tale sede, l’intervento chirurgico viene consigliato. La fisioterapia dopo la rimozione del tutore è fondamentale. 

 

Dito a scatto

In cosa consiste: 
definito anche tenosinovite stenosante dei tendini flessori, è un'infiammazione dei tendini flessori di un dito, che si manifesta con la formazione di un nodulo tendineo doloroso alla base del dito interessato. Questo causa il caratteristico scatto nei movimenti di flessione e di estensione del dito, dovuto alla difficoltà meccanica incontrata dal nodulo a scorrere al di sotto della puleggia basale (canale dove i tendini scorrono all’interno delle dita). Lo scatto è spesso accompagnato da dolore e da conseguente difficoltà nei movimenti. Le cause non sono sempre chiare; spesso ne è responsabile un'eccessivo stress tendineo. 

Trattamento: 
il trattamento conservativo (tutore) è efficace nella riduzione del gonfiore e del dolore, ma non è sempre risolutivo per eliminare lo scatto. In caso di persistenza o ricomparsa dei sintomi è indicato l'intervento chirurgico, eseguito in anestesia locale, che libera il tendine attraverso la sezione della puleggia, con una mini-incisione alla base del dito e a volte è possibile eseguire l’intervento in endoscopia con due mini accessi alla base del dito. L'intervento dura circa 5 minuti e viene eseguito in anestesia locale e Day Hospital. Dopo l'operazione è utile eseguire alcuni semplici esercizi di fisioterapia per evitare la formazione di aderenze tendinee.

 

L'encondroma

In cosa consiste: 
è il tumore osseo primitivo più frequente nella mano e nell’arto superiore, ed è più frequentemente localizzato a livello delle falangi e dei metacarpi. E’ un tumore benigno e compare solitamente tra la seconda e la quarta decade di vita. Solitamente asintomatico, viene spesso diagnosticato a seguito di un trauma per il quale si richiede una radiografia; altre volte invece l’esordio clinico è dovuto ad una frattura della falange a livello della lesione tumorale per un trauma anche lieve; altre volte invece il paziente riferisce la comparsa di una tumefazione progressiva e dolorosa a livello della falange prossimale di un dito. La radiografia mostra una rarefazione ossea della falange con un rigonfiamento del profilo osseo e assottigliamento della corticale. 

Trattamento: 
il trattamento è chirurgico e consiste nello svuotamento della lesione e nel riempimento della cavità con tessuto osseo prelevato solitamente dal polso o dalla cresta iliaca oppure con osso sintetico. 

 

Malattia di De Quervain

In cosa consiste: 
si tratta di una infiammazione dei tendini, che estendono e allontanano il pollice dalle altre dita della mano. Clinicamente si ha un dolore molto intenso, localizzato al polso, alla radice del pollice durante i movimenti di presa, e rende difficoltose le più semplici attività quotidiane. Questa tendinopatia raramente si risolve da sola e tende a diventare cronica. Tra le cause più comuni, lo sforzo della neo-mamma che tiene in braccio il bambino, le tensioni muscolo-tendinee della mano dei musicisti, e alcune attività lavorative ripetitive. 

Trattamento: 
Inizialmente è indicato il trattamento conservativo con tutore. Nei casi resistenti si esegue l'intervento chirurgico di liberazione dei tendini, la cui durata è di circa 10 minuti, in anestesia locale e regime di Day Hospital. Si esegue una mini-incisione al polso; anche per questa patologia è possibile eseguire la metodica endoscopica. Dopo l’intervento il paziente puo utilizzare da subito la mano evitando di bagnare la medicazione che va tenuta per circa 7-10 giorni. Da subito viene consigliata l'esecuzione di semplici esercizi di fisioterapia per favorire la guarigione dei tendini infiammati.

 

Malattia Morbo di Dupuytren

In cosa consiste: 
il morbo di Dupuytren è un ispessimento anomalo del palmo della mano che può causare una limitazione al movimento delle dita. Nei casi più avanzati si sviluppa un cordone retraente sotto la pelle che rende sempre più difficoltosa la completa estensione delle dita interessate, fino ad arrivare ad una situazione di chiusura obbligata delle stesse. In alcuni pazienti la malattia può colpire anche altre parti del corpo, come la pianta dei piedi o le nocche delle dita. La causa è sconosciuta, anche se è importante una certa predisposizione familiare. La malattia è benigna e di solito indolore.

Trattamento: 

La presenza di un singolo nodulo al palmo non costituisce una indicazione assoluta al trattamento. Il trattamento chirurgico prevede l'asportazione del tessuto patologico con conseguente distensione delle dita, ed è indicato qualora la funzione della mano sia compromessa. Il post-operatorio è impegnativo e prevede medicazioni e cicli di fisioterapia, necessari a garantire l'efficacia del trattamento chirurgico. È sempre necessario l'ausilio di tutori. La Malattia di Dupuytren puo essere trattata oggi mediante l’utilizzo di una sostanza chiamata collagenasi che è in grado con delle microiniezioni localizzate a livello del cordone, di scioglierlo permettendo la completa estensione delle dita, con una invasività certamente minore rispetto all’intervento chirurgico e con una anestesia locale alla mano. La malattia ha carattere recidivante per lui la ricomparsa in un periodo variabile post trattamento è sempre possibile.

 

Rizoartrosi

In cosa consiste: 
è una forma di osteoartrosi degenerativa, più comune nelle donne dopo i 40 anni, che colpisce la base del pollice ed in particolare l'articolazione trapeziometacarpale. Il paziente presenta dolore alla base del pollice, di solito durante movimenti semplici come svitare un barattolo, impugnare una penna, sollevare dei pesi a pugno chiuso, girare le chiavi della porta e tali dolori sono provocati dallo sfregamento delle ossa a causa del consumo della cartilagine e dalla presenza di "becchi" ossei artrosici che agiscono come spine, irritando i tessuti. La diagnosi viene fatta sia clinicamente che con una semplice radiografia della mano. 

Trattamento: 
imparare i gesti che permettono di risparmiare l'articolazione e usare un tutore di riposo notturno può alleviare i disturbi. Se il dolore diventa insopportabile è indicato l'intervento chirurgico (sia in artroscopia che a cielo aperto), che viene eseguito in Day Hospital e richiede l'anestesia di tutto il braccio. Il pollice rimane immobilizzato per 10-12 giorni, e successivamente protetto nei movimenti per ulteriori 3 settimane. La fisioterapia, che consiste in iniziali movimenti assistiti da terapista della mano e da una serie di esercizi di rinforzo e recupero articolare, impegna il Paziente per almeno 8-12 settimane. 

 

Intervento - Sindrome del canale carpale - Formicolio alla mano

In cosa consiste: 
è un'infiammazione del nervo mediano causata dalla compressione, all'interno del canale carpale, dai tendini flessori che vi scorrono. I sintomi possono essere: formicolii e dolore crampiforme dalla mano fino all'avambraccio, prevalentemente durante la notte, diminuzione della forza e della sensibilità. Le cause di questa malattia non sono ancora completamente note. Per diagnosticare la sindrome del canale carpale è utile eseguire l'esame elettromiografico che costituisce l'unica indagine strumentale attendibile. 

Trattamento: 
la terapia conservativa (tutore) è raramente efficace. Il trattamento risolutivo è l'intervento chirurgico di decompressione del nervo, che generalmente viene eseguito con tecnica endoscopica in anestesia locale ed in Day Hospital. L'intervento, che dura circa 5 minuti, comporta una piccola incisione cutanea al polso che viene chiusa con due piccoli cerotti ed una medicazione da mantenere per circa 10 giorni. La mobilizzazione della mano è immediata. La fisioterapia, attraverso semplici esercizi da eseguire da soli durante la giornata, rappresenta parte integrante del trattamento e consente di utilizzare da subito la mano per le normali attività quotidiane e di riprendere l'attività lavorativa in poche settimane.

 

 

Tumore a cellule giganti della guaina dei tendini

In cosa consiste: 
il tumore a cellule giganti delle guaine tendinee (TCG) è una lesione benigna delle parti molli, fra le più frequenti nella mano. Può essere chiamato anche con altri nomi, tra i quali il più frequente è tumore a mieloplassi. E' più frequente nelle donne tra i 40 e 60 anni. Inizia come una tumefazione dura e aderente ai piani profondi a lento sviluppo che tende a diventare polilobata, spesso sul versante palmare della mano. 

Trattamento: 
l'intervento chirurgico è raccomandato e viene eseguito in anestesia di plesso in regime di day-surgery. E' fondamentale un intervento con accurata dissezione in quanto spesso è adeso ai nervi digitali e va eseguita una asportazione che sia la piu radicale possibile per ridurre al minimo la possibilità che si ripresenti. Dopo l'intervento è consentita l'immediata ripresa del movimento delle dita limitando l'attività lavorativa pesante per almeno una decina di giorni.